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Pietro Zazzetta |
Su queste pagine troverete una parte delle opere realizzate dal Maestro Pietro Zazzetta con l'intento di creare una Galleria Virtuale, una mostra in continua evoluzione e sviluppo. Inoltre ripercorreremo tutte le tappe fondamentali che hanno suggellato la grandezza dell'artista marchigiano.
Il Maestro lo potrete trovare presso:
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Pietro Zazzetta |
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Photo
Gallery
Di seguito nelle pagine
della Photo Gallery troverete alcune opere del Maestro
Pietro Zazzetta.
OPERE PRE 1999
LA VITA
Pietro Zazzetta è nato a San
Benedetto del Tronto (AP) nel 1934 dove attualmente vive e svolge la sua attività
artistica. Si diploma all'Accademia delle Belle Arti di Roma nel 1957 e successivamente
nel 1962 si trasferisce in Canada. Si stabilisce a Toronto e nella città diventa un punto
di riferimento della vita artistica e culturale occupandosi oltre che di pittura anche di
grafica e di scultura. Della sua opera si sono occupati poeti e critici d'arte di Fama
internazionale come John Goldfarb. Ha tenuto numerose personali in Canada: alcune sue
opere sono esposte nel Museo d'Arte Moderna di Ottawa (Canada) e nel Museo d'Arte Grafica
di New York. Ritornato nel 1982 in Italia ha elaborato una pittura di stampo
surreale-metafisico ed ha partecipato attivamente alla vita artistica nazionale prendendo
parte a mostre, rassegne e concorsi conseguendo numerosi premi e riconoscimenti.
PRINCIPALI MOSTRE:
1970: Galleria d'arte moderna, Toronto.
1974: La Parete Gallery, Toronto.
1975: Arley Scott Library, Toronto.
1976: Arley Scott Library, Toronto.
1977: 16° Toronto Outdoor Art Exhibition,
Toronto.
1978: 17° Toronto
Outdoor Art Exhibition, Toronto.
1978: 1° Rassegna di Arte Italiana European Art Gallery, Toronto.
1978: York Trust Company, Toronto.
1979: 18° Toronto Outdoor Art Exhibition, Toronto.
1980: 19° Toronto Outdoor Art Exhibition, Toronto.
1980: Toronto Outdoor Carling Exhibition, Toronto.
1980: Ukrainian Canadian Art Foundation GaIlery, Toronto.
1981: 20° Toronto Outdoor Art Exhibition, Toronto.
1988: Sala Kursaal, Grottammare (AP).
1989: Sala Cedic, San Benedetto del Tronto (AP).
1992: Casal Palocco, Roma.
1993: "Maestri del secondo novecento" Galleria del Corso, Roma.
1994: Galleria il Palmizio, Alba Adriatica (TE).
1994: Sala Consiliare Comune di San Benedetto del Tronto (AP).
1994: Mostra "Sport e Cultura" al Villaggio Olimpico per i Mondiali
di Nuoto, Roma.
1994: Palazzo dei Capitani, Ascoli Piceno.
1994: Galleria d'Arte Puccini, Ancona.
1995: "Gli animali nell'Arte" Galleria d'arte Ars Italica, Milano.
1995: Galleria del Teatro, Macerata.
1996: Palazzo dei Capitani, Ascoli Piceno.
PREMI:
1967: Primo premio per il miglior bozzetto per l'Expo
di Montreal.
1970: Targa d'argento per aver divulgato l'arte
grafica in Canada.
1971: Primo premio Concorso Grafico Governo
dell'Ontario, Toronto.
1979: Primo premio 18°Toronto Outdoor Art
Exhibition, Toronto.
1992: Primo premio Spatola d'Argento Casal
Palocco, Roma.
1993: Secondo premio 17°Edizione Premio
Internazionale di Pittura Città di Alassio (SV).
1993: Premio 16°Concorso Nazionale di pittura e
grafica "G. Guareschi" Fontanelle, Piacenza.
1993: Premio 22°Concorso Internazionale D'Arte S.
Giovanni Bono, Cesena.
1994: Premio Città di Breno (BS).
1994: Premio 3°Concorso Nazionale di pittura
Città di Piegaro (PG).
1995: Premio XXII Concorso pittura Martinsicuro
(TE).
1995: Premio 19°Concorso Nazionale Pittura e
Grafica Comune di Salsomaggiore (PR).
HANNO
SCRITTO:
John GoldFarb, Irving Layton, Mario Caligiure,
Francesco Guardiani, Remo Croce, Temistocle Pasqualini,
Carlo Accossato, Piergiorgio Troilo, Enrica Loggi,
Marisa Calisti, Luciano Bertacchini, Emilio Di Virgilio,
Pierre Brignone, Franco Greco, Paolo Sbattella.
la critica
La ricerca pittorica di Pietro
Zazzetta ha subito nel corso degli anni una profonda mutazione - che oserei definire
catartica - volta a sintetizzare attraverso l'uso di vari componenti come il colore, lo
spazio, i materiali ed il segno l'evolversi spesso contraddittorio ed aporistico della
società contemporanea.
Già le sue
esperienze nel continente americano - in Canada dove ha vissuto gran parte degli anni
centrali della propria vita - dove è diventato un punto di riferimento della vita
artistica nazionale fino agli inizi degli anni '80, quando rientra in Italia, hanno
permesso al pittore marchigiano di essere conosciuto ed apprezzato per le qualità
nell'interpretare, a volte in chiave malinconica, gli eventi che si sono susseguiti così
come su quella pittura espressa su grandi pannelli è subito tangibile l'influenza dei
ritmi frenetici e delle sonorità dell'ambiente metropolitano.
La capacità di
entrare in modo originale attraverso la realtà che di volta in volta lo circonda,
l'indubbia precisione tecnica nell'esecuzione, la resa cromatica delle figure ben
delineate che ripercorrono i canoni classici del disegno, l'acquisita conoscenza del
funzionamento simbolico degli oggetti fanno del Zazzetta un pittore moderno.
E' con il ritorno
in Italia che l'artista sviluppa una pittura figurativa di stampo surreale - metafisico
tesa all'accostamento di elementi umani e naturali dove l'innata sensibilità trova la sua
autentica collocazione. I paesaggi rarefatti e proiettati verso una luminosa profondità
iconografica hanno l'effetto di ampliare l'orizzonte visivo fornendo il necessario sfondo
alla figurazione in primo piano.
I soggetti umani,
coperti, reclinati su se stessi, di fianco o privi di una identificazione somatica come in
"Affetto coniugale" (1993), "Musicisti" (1994),
"lillusionista" (1994) danno all'artista la possibilità di riflettere
sulla relatività della condizione umana travolta da situazioni o eventi non prevedibili o
controllabili. E' l'ineluttabilità sovrastante il vivere quotidiano che permea ogni
raffigurazione e che rappresenta il motivo conduttore dell'ispirazione poetica del
pittore.
Ciò che appare è
la sintesi di una meditazione colta nel divenire e colpisce il rigore con il quale viene
individuata la precarietà dello stato delle cose e l'illusione del loro possesso come nel
lacerante messaggio che emana "Perdizione" (1994) e la difficoltà del
vivere quotidiano come in "Meditazione" (1994) dove solo l'esile chiarore
della luce sotto alcune porte che si frappongono davanti la nuda figura umana lasciano
traspari re qualche speranza verso un futuro ignoto.
La figura
femminile, vista non solo come elemento di bellezza, di sogno e di equilibrio ma anche
come motivo ispiratore della complessità dello spazio fisico conduce la narrazione verso
significati di forte spessore emotivo come in "Dono" (1994) o coinvolge i
tormentati desideri dell'osservatore come nella caustica espressività dell'opera "Sogno
liberatorio" (1994).
L'elemento naturale
rappresentato da alberi o funghi giganti, quasi a voler proteggere l'ambiente dalla
costruzione del soggetto pittorico, richiamano la tematica della tutela ecologica e
chiudono il momento del linguaggio semantico con un cromatismo di alto valore estetico.
La profondità
visiva delle tele è data dall'uso sapiente dei cieli, a volte limpidi altre volte cupi,
quasi a far intendere che tutto è pensato e frutto di una rigorosa progettazione
architettonica interiore. La realizzazione di questi cieli permette di cogliere uno degli
elementi cardini della pittura e cioè il silenzio metafisico che intride ogni
composizione dell'artista e che funge da anello invisibile di congiunzione di tutta
l'opera pittorica.
Nelle ultime tele
il pittore preso dall'esperienza del vissuto volge l'attenzione verso i temi della
salvezza dell'anima, dell'eterna contrapposizione tra la condizione fisica e quella
spirituale e spinge l'analisi verso confini imperscrutabili. E' il ciclo
"dantesco" dell'artista dove Dante, che rappresenta l'essere umano senza alcuna
distinzione di nazionalità nel momento mediano della vita e che consente al Zazzetta di
scendere nel profondo della coscienza dell'uomo contemporaneo per sondarne le ricorrenti
contraddizioni e fragilità, tormentato dai perché degli avvenimenti, viene accompagnato
nel suo viaggio gnoseologico dal poeta latino Virgilio.
Durante questo percorso immaginario si schiudono ai due illustri viandanti paesaggi dagli sfondi irreali o la presenza di alberi spogli e filiformi con i rami rivolti verso il cielo dorato e dove emerge la vista contemplativa e rassicurante dell'amata creatura come in "Incontro con Beatrice" (1995).
E' un momento di
felice ispirazione ed anche sofferto come nell'altra opera "L'Arrivo di Caronte"
(1995)dove la figura del traghettatore di anime simboleggia il passagio da una vita
all'altra, ma efficace nel suo delinearsi e che consente all'artista di avvicinarsi ed
interrogarsi ancora con maggior forza sul mistero della vita e sul senso degli avvenimenti
che sfuggono alla comprensione individuale per rimanere nel tracciato di una volontà al
di sopra della realtà materiale.
di Paolo Sbattella
da 06/2000 Visitatore
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